Disturbo dello Spettro dell’Autismo

l’ Autismo è visto come uno spettro, ovvero come una gamma di disturbi che hanno molte caratteristiche in comune. Attualmente si parla di Autismi perché ogni bambino è differente ed è molto raro, ma non impossibile, trovare bambini che soffrono di questo problema e che siano identici nelle loro manifestazioni e comportamenti.

Precedentemente i bambini che avevano questo problema rientravano nella classificazione di ritardo generalizzato dello sviluppo. Da Psicologo che lavora con questo problema basta solo una valutazione della performance a livello cognitivo del bambino ma c’è bisogno di vedere anche clinicamente la propensione personologica nel suo trattamento e come questa componente relazionale sia implicata nella sua diagnosi.

Per Disturbo dello Spettro Autistico si intende una problematica che è caratterizzata dalla compromissione grave e generalizzata di almeno due aree dello sviluppo, ovvero, la comunicazione da un lato e l’interazione sociale da un altro; la prima è caratterizzata dalla facoltà di essere reciproci e di avere uno scambio con l’altro, anche in modo emotivo e non verbale che serve allo scopo di creare un rapporto sociale e nel mantenimento dei legami sociali che dovrebbero essere adeguati all’età dello sviluppo.

Altre aree del funzionamento personale sono toccate in un disturbo di questo spettro, queste sono quella degli interessi e quella delle attività

Questo tipo di disturbo è visibile già da pochi mesi e spesso è evidente già prima dei tre anni.

autismo

Autismo – Cosa può notare il genitore?

Il genitore può osservare che esistono delle differenza nel proprio figlio:

  • La manifestazione delle emozioni e la percezione di quelle altrui è difficile per il bambino
  • L’Attenzione sembra scarsa o molto focalizzata su ciò che fa il bambino e non è condivisa con gli altri.
  • Uno dei sensi richiamano maggiormente l’attenzione nelle cose che fa il bambino. Spesso Annusa o esplora ancora con la bocca.
  • L’imitazione se è presente ed in che modo. Il bambino genericamente non riesce ad imitare l’adulto.
  • Il gioco del far finta non è presente o se lo è risulta molto ristretto a delle aree.
  • Lo sviluppo del linguaggio già dalla lallazione, ovvero quando il bambino dice la la o ma ma, non va di pari passo a quello dei bambini della sua stessa età.
  • L’attaccamento ha molte differenze con quello degli altri bambini.
  • Sembra come se il bambino abbia un comportamento che non sia spinto da nessuna intenzione o scopo che sia espresso dal bambino e non dal genitore.
  • A volte non reagisce al dolore.

Il genitore che scopre di avere un figlio Autistico può sentirsi molto Depresso o sviluppare un disturbo d’Ansia. Non è infrequente lo sviluppo di Problematiche di Coppia.

Fra i sintomi più evidenti ritroviamo

  • Comunicazione sociale e interazione sociale in diversi contesti che presentano dei deficit. Non sono deficit dovuti a generali ritardi dello sviluppo, ed evidenti in:

1)  Deficit nella reciprocità sociale-emozionale: variano da anomalie nell’approccio sociale e difficoltà nell’avere un rapporto reciproco nel comunicare con una ridotta capacità di condivisione degli interessi, delle emozioni, nell’esprimere l’affetto, fino all’assenza di avvio dell’interazione sociale con le altre persone.

2) Deficit nelle comunicazioni sia verbali che non verbali: questa carenza è essenziale per una comunicazione sociale e può variare dalla scarsa integrazione tra comunicazione verbale e non verbale, alle anomalie nel contatto visivo e alle anomalie nel linguaggio corporeo quindi non verbali, o fino alle carenze della comprensione e/o dell’uso della comunicazione. Le carenze possono essere estese fino alla totale mancanza di espressioni facciali, della gestualità e del linguaggio.

3) Deficit nello sviluppare e nel mantenere le relazioni convenzionali sia a livello dei pari che con i genitori o i parenti che si prendono cura del bambino: le difficoltà ad adattare il comportamento possono estendersi a vari contesti sociali, anche la partecipazione al gioco immaginativo e nel fare amicizia può essere fortemente compromessa ed estendersi fino ad un disinteresse per le persone.

  • Vediamo che esistono modelli e comportamenti ripetitivi che possono anche essere flebili come la rotazione continua delle mani o del capo o il giocare con i capelli in modo continuo. Questi rientrano in uno stile di auto-stimolazione del bambino e prendono il nome di stereotipie.

La ripetizione può agire su vari aspetti del bambino:

  • Il linguaggio con le ecolalie (ripetizione delle parole), ed i movimenti possono avere essere stereotipati e/o avere, come gli oggetti, un uso stereotipato e ripetitivo.
  • La ripetizione può estendersi ai comportamenti e alla routine quotidiana. Il bambino potrebbe richiedere sempre lo stesso gioco o sempre lo stesso ambiente perché non sopporterebbe un cambiamento. Anche gli orari potrebbero essere investiti nella stessa maniera facendogli chiedere in modo non verbale la stessa routine della giornata o della settimana; quindi resistere al cambiamento.
  • Gli interessi di chi soffre di un disturbo dello spettro dell’autismo potrebbero essere molto ristretti e fissi, spesso anche anomali per via della loro intensità o fissazione su qualche elemento, come un forte attaccamento o una apparente ed inspiegabile preoccupazione per determinati oggetti, spesso quelli a cui non è abituato. Gli interessi possono essere circoscritti a determinati stimoli.
  • Il bambino può essere poco reattivo o iper reattivo rispetto a determinate stimolazioni sensoriali o verso determinati oggetti di loro interesse. Spesso si ritrovano bambini che annusano spesso gli oggetti o tentano di utilizzare le persone come pupazzetti. Spesso possono avere un comportamento agitato e possono essere sempre in movimento, come se non riuscissero a trovare qualcosa che li attiri sufficientemente. A volte la risposta a suoni improvvisi o a cadute possono non essere presenti, quindi si osserva che il bambino cade e non piange.
  • Spesso i sintomi sono frequenti nella prima infanzia ma potrebbero essere molto poco marcati o poco visibili finché le richieste sociali, come ad esempio l’essere ricambiati nello sguardo per un periodo sufficientemente lungo, non portino a galla le prime manifestazioni.
  • Tutti i sintomi limitano e compromettono il quotidiano svolgimento della vita del bambino o dell’adolescente o dell’adulto. Infatti, per molti casi non trattati in un tempo sufficientemente adeguato il disturbo dello spettro dell’autismo potrebbe essere presente anche per tutta la vita.
Attualmente si pensa che il disturbo abbia una origine più organica che ambientale anche se per la scarsità dei dati viene considerata ad origine Multifattoriale; c’è però da tenere conto delle variabili ambientali e sociali che possono pesare molto sulla riabilitazione e sula costituzione ed il peggioramento del disturbo dello spettro dell’autismo. Rispetto a poche forme di autismo si ritrova a livello organico la presenza di alterazioni del Sistema Nervoso Centrale che interessano le aree del linguaggio e sociale. Alcune ricerche riportano anche il sistema limbico e alcune parti della corteccia. I fattori Genetici rappresentano il 20% delle sindromi e le anomalie metaboliche il 5%. La ricerca sta lavorando per rintracciare tutte le cause delle varie forme di Autismo.

L’iter diagnostico del bambino con autismo inizia spesso dal genitore, la mamma o il papà. Ci si accorge di un ritardo del linguaggio o di un ritardo nelle tappe evolutive, per via di questo si richiede un approfondimento diagnostico; l’altro modo è il pediatra che invia da uno specialista il bambino per una visita accurata. Gli specialisti in questo caso sono uno Psicologo ed un Neuropsichiatra Infantile che si occupino nella loro pratica di Disturbi dello Spettro dell’Autismo. È importante una visita da entrambe le figure professionali perché il medico Neuropsichiatra Infantile potrà valutare le varie aree dello sviluppo ed evidenziare situazioni cliniche che possono essere associate al disturbo ed effettuare una prima diagnosi differenziale ed eventualmente inviare da un genetista il bambino nel caso in cui ce ne sia la necessità.
Utilizzo i test:
GMDS – Griffiths Mental Development Scales;
ADOS – Autism Diagnostic Observation Schedule;
GADS – Gilliam Asperger’s Disorder Scale;
Leiter-R – Leiter International Performance Scale – Revised.

Lo Psicologo effettuerà la visita di consulenza specialistica con l’approfondimento della situazione ambientale e familiare e sostiene inizialmente il genitore in questo percorso; in seguito a questo effettuerà delle osservazioni strutturate del bambino per evidenziare le problematiche specifiche e le indicazioni di trattamento come la Psicoterapia che è essenziale con questi bambini. Per valutare in modo approfondito un bambino con un disturbo autistico utilizzerà strumenti adeguati quali l’ADOS o l’ADOS-2 – Autism Diagnostic Observation Schedule, oppure il test di GMDS – Griffiths Mental Development Scales. Questi due test serviranno per valutare gli aspetti cognitivi e comunicativi e verificare se il bambino rientra in una diagnosi di Autismo o in un disturbo dello sptettro dell’autismo. L’utilizzo di test come le rating scale CARS o M-Chat è essenziale per uno screaning precoce.

Un’accurata valutazione psicodiagnostica richiede un’osservazione prolungata in un setting di supporto adatto a sollecitare ed incoraggiare l’attività spontanea e l’interazione del bambino.

La valutazione del profilo dello sviluppo relativo alle diverse abilità: linguistica, cognitiva, motoria, visuo-percettiva e di performance; consente di stabilire una prognosi ed effettuare una programmazione degli interventi.

Nel mio lavoro con questi bambini ho potuto fare ampia esperienza dell’utilizzo di questi test.

In seguito alla diagnosi multifattoriale si potrà stabilire un trattamento. come la Psicoterapia Psicoanalitica e Psicodinamica.

Attualmente la tecnica più usata con i bambini che portano con loro questo disturbo così pesante è l’ABA – Applied Behavior Analysis; questo tipo di terapia ha effetto principalmente sulle componenti cognitive e non su quelle emotive.

Secondo le ultime ricerche, nonostante la validità del trattamento ABA è possibile utilizzare trattamenti alternativi per l’Autismo, come la Psicoterapia Psicoanalitica e Psicodinamica Breve. (Attenzione! la cultura psicoanalitica e psicoterapeutica sviluppata negli ultimi anni, e non ha le proprie radici nel pecking). Questo tipo di tecnica è stata validata negli anni duemila ed ha un riscontro di evidenza scientifica al pari della tecnica cognitivo-comportamentale.
Il processo psicoanalitico unisce anche elementi neuropsicologici e di lavoro sulle attività del bambino, come allacciarsi le scarpe o riuscire ad usare gli oggetti per crescere e sviluppare nuove abilità.

Personalmente nei mie trattamenti preferisco il modello Breve per via della mia formazione sui trattamenti clinici e le valutazioni neuropsicologiche. Utilizzo abitualmente i test GMDS – Griffiths Mental Development Scales; ADOS – Autism Diagnostic Observation Schedule; GADS – Gilliam Asperger’s Disorder Scale;  Leiter-R – Leiter International Performance Scale – Revised.

Tenendo presente che non esiste un solo autismo ma uno Spettro di disturbi ampio e da decifrare.
La moderna psicoanalisi tiene in conto i progressi della scienza e delle neuroscienze,  raccomandano l’inserimento dei bambini nelle istituzioni più adeguate e facendo modellare il tipo di scuola, grazie alle insegnati, in modo tale che l’apprendimento si possa adattare alle possibilità del bambino Autistico. Tali trattamenti si basano sulla necessità di interloquire in modo mirato e sufficientemente positivo; agendo con il bambino e non su di lui, senza fare pressione in modo eccessivo.

Sono trattamenti che mettono l’accento su un approccio relazionale, a partire dai segni d’interesse manifestati dal bambino per poi estendersi alle componenti cognitive e dell’intelletto. Non si tratta di una stimolazione-ripetizione eguale per tutti come con l’ABA, ma di una sollecitazione fatta su misura per ogni bambino.

  • Il pediatra mi ha detto che mio figlio parlerà col tempo, è vero?
  • Il mio bambino non parla ancora, inizierà a parlare da solo?
  • Il mio bambino gicoca sempre solo e non ascolta se succede qualcosa o quando lo chiamo, crescendo passera?

Nellea mie risposte spesso parlo di qualche bambino che ho avuto il piacere di conoscere, ma preferisco parlarne in modo diretto con voi. Il bambino che non sviluppa un linguaggio o si chiude nel suo mondo entro i due anni ha pochissime probabilità di iniziare spontaneamente a parlare o superare la barriera che si è interposta fra lui ed il mondo.

Spesso questi bambini annusano o usano un canale preferenziale per relazionarsi con ciò che hanno in torno, forse è il caso di domandarsi se pensiamo sia felice o se abbia solo molta paura e noi grandi dobbiamo aiutarlo.

  • Il muro – Fiction
  • Se ti abbraccio non aver paura, Ervas Fulvio – Libro

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