Disturbo Di Personalità – Cos’è un Disturbo Di Personalità?

I disturbi di personalità sono modalità estreme e rigide di relazionarsi con gli altri e di percepire il mondo e gli eventi. Avere un tipo di disturbo centrato sulla personalità riduce di molto le possibilità sociali, di soddisfazione di un desiderio e di efficacia rispetto alle situazioni che si ritrovano davanti al paziente durante la vita quotidiana. Questo risulta molto frustrante per la persona che vede la propria vita sfuggirgli di mano e non riuscire a pieno nonostante l’impegno e le energie che investe.

Ogni essere umano possiede determinate caratteristiche che lo distinguono da tutti gli altri. Tutti siamo in grado di reagire ed adattarci alle differenti situazioni della vita e tendiamo ad assumere dei comportamenti e degli atteggiamenti che sono in grado di farci superare le difficoltà. Chi ha un disturbo di personalità spesso mette in moto dei comportamenti non efficienti e che non gli permettono di avere dei risultati efficaci in determinate situazioni di vita che possono essere il lavoro, lo studio, le relazioni con gli alti.

La difficoltà di adattarsi in modo meno efficace risultano molto stressanti e frustranti per il paziente che ha un Disturbo di Personalità. Le rigidità di chi porta con se questo peso li portano a rispondere in modo inappropriato ai problemi della vita fino al punto che il loro mondo sociale risulta loro difficoltoso e pieno di pericoli. Queste modalità relazionali compaiono spesso in Adolescenza o nella prima Età Adulta e rimangono stabili finché non si accede ad un trattamento dallo Psicologo o dallo Psicoterapeuta.

I Disturbi della Personalità hanno diversi gradi di gravità che si distinguono in lieve, medio o severo.

Disturbo di Personalità – Cosa Avviene

A volte mi è capitato di trovarmi a lavorare con la paura di pensare e l’angoscia che provocavano i sentimenti, sembra strano ma è più frequente di quanto si creda.

Fondamentalmente le paure sono manifestazioni emotive sproporzionate e che rappresentano una minaccia per le persone che entrano in contatto con un oggetto che potrebbe anche non essere minaccioso.

Come i bambini, gli adulti che nutrono delle fobie vivono il terrore di entrare in contatto con ciò che temono.

Lo Psicologo distingue i sintomi che si provano quando si entra in contatto con ciò che ci spaventa di più, ovvero con la nostra “fobia”, sono la tachicardia, le vertigini, i disturbi gastrici e viscerali, la nausea, la diarrea, il senso di soffocamento, il rossore, la sudorazione, i tremori e soprattutto un senso di spossatezza.

Spesso gli stessi sintomi possono rappresentare fobie a se stanti, come ad esempio la paura di arrossire che prende il nome di Eritofobia. Le Fobie hanno un significato, celano e portano con loro il modo in cui si sono costruite. Spesso la costruzione di un ogetto fobico può essere derivante all’esposizione ad una situazione che ha fatto scappare la paura, ma ben più ampia è la possibilità che quella paura si sia costituita mediante un pensiero che si è legato ad un’altra paura e che abbia creato una fobia per mascherare il pensiero alla persona che soffre della paura con la paura stessa. Questo rende più inconscio il costituirsi e la possibilità di comprendere la paura fobica.

La paura infatti nasce insieme a noi e ci conviviamo da quando siamo neonati.

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