ADHD oppure DDAI

ADHD – Che cosa è il Disturbo da Disattenzione e Iperattività?

ADHD o Disturbo da Disattenzione e da Iperattività si manifesta nei bambini e quindi nell’Infanzia ma è presente anche nell’Adolescenza e nell’Età Adulta.

Quando si sospetta che il proprio figlio abbia questa difficoltà di concentrazione il genitore si scopre a dover contrastare molto altro che inizialmente non riesce a spiegarsi. Il bambino spesso ha difficoltà a stare seduto sulla sedia ed il suo comportamento è difficilmente controllabile. Spesso questi comportamenti venivano giustificati, in passato, dal medico o dal pediatra e venivano descritti come momentanei e passeggeri; quindi veniva detto che “passeranno con l’età”. Chi è vicino al bambino come l’insegnante o la mamma o il padre, come lo Psicologo, si rende conto ben presto che la situazione non migliora col passare del tempo.

Spesso, nonostante si comprenda che un bambino in età prescolare non riesca a stare molto attento, ci si rende conto che anche a tre anni di età il bambino non riesce a restare concentrato quando ascolta il racconto di una storia o di una fiaba dall’inizio alla fine e si distrae spesso, oppure, il bambino non riesce a cimentarsi in un compito come un gioco tanto a lungo o almeno quanto un bambino della stessa età.

I bambini con iperattività hanno un enorme livello di energia e questo sfianca molto il genitore che si rende conto quanto il proprio figlio, nonostante sia stanco, continui ad aumentare il suo livello di attività chiedendo a lui o ad altri di giocare o svolgere altre attività.

Spesso l’ADHD ha una stretta relazione con altri disturbi dell’infanzia come i DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dislessia, Disgrafia, Discalculia e problemi di comprensione), la disprassia, i disturbi del comportamento, i disturbi d’Ansia e dell’Umore. La maggior parte delle volte si ritrovano insieme alla ADHD anche problemi emotivi o problemi del pensiero; questi ultimi si manifestano con la sensazione che il bambino sembrano allontanarsi in altre direzioni mentre gli si parla.

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ADHD – I Sintomi

I sintomi “classici” rientrano all’interno di varie aree:

  • Disattenzione – difficoltà nel concentrarsi e rimanere attento per poter lavorare o eseguire un gioco che richiede più tempo;
  • Iperattività – eccessivo livello di attività motoria o vocale, quindi la tendenza a parlare molto;
  • Impulsività – difficoltà ad essere frustrato dall’attesa, quindi, la tendenza a volere immediatamente ciò che si sta cercando. Si ritrova insiema anche la difficoltà a fermarsi e quindi inibire una risposta comportamentale all’interno di una situazione che richiede il non esporsi.

Prima che arrivi la diagnosi il bambino viene visto come svogliato ed irrequieto. Spesso questi sono bambini che vengono definiti “maleducati” ed ai genitori viene detto di non essere stati in grado di educare il proprio figlio.

Queste in genere sono illazioni che lasciano profonde ferite nel bambino e nel genitore.

Le prestazioni scolastiche di questi bambini sono al di sotto della media e questo non dipende dal livello intellettivo che spesso è identico a quello dei loro compagni ma deriva del fatto che non riescono a concentrarsi a sufficienza per poter svolgere i compiti e seguire le lezioni.

Spesso nel gruppo classe sono ritenuti “bambini difficili” e vengono ghettizzati e questo non fa altro che aumentare le problematiche perché mettono sotto stress il bambino e la famiglia; si può dare il caso che questi bambini creino il pensiero che tutti si aspettino da loro un comportamento da “bambino cattivo” e quindi possono mettere in atto comportamenti che servono solo per confermare l’idea che si è fatto l’adulto di loro.

In questi casi è importante che il bambino nel più breve tempo possibile effettui degli screaning diagnostici prima che le cose si aggravano. A differenza di quanto pensino gli adulti che l’infanzia dia tempo al bambino e che si possa vedere se ci sia bisogno di procedere con una consultazione, la realtà è ben diversa; più i sintomi si fanno evidenti e più sarà difficile che le terapie abbiano effetto.

È necessaria, al fine di effettuare una diagnosi, una visita specialistica con lo Psicologo e con il Neuropsichiatra Infantile, al fine di mettere in atto un piano di trattamento efficace; che preveda un lavoro multidisciplinare per agire sulle componenti emotive e cognitive che sono estremamente connesse nella mente. Gli interventi futuri sono la Psicoterapia, la Logopedia e la Neuro-psicomotricità. Spesso i trattamenti che vanno ad abbracciare solo uno dei due aspetti hanno risultati più lenti e meno duraturi.

La psicoterapia è un aspetto centrale nel trattamento del bambino con un Disturbo da Disattenzione ed Iperattività in quanto è ciò che serve a trattare gli aspetti emotivi. La Psicoterapia Psicoanalitica lavorando sulle emozioni, sui comportamenti e sui pensieri ed ha una forte validità scientifica. Questo trattamento permette un lavoro più armonico ed oltre a lavorare su aspetti emotivi permette un lavoro sulle componenti neuropsicologiche come il linguaggio, l’attenzione e la motricità. Unire la Psicoterapia al lavoro del Logopedista o del Neuro-psicomotricista aiuta ad avere un risultato più veloce ed olistico.
  • Rush Hour (2014) – Film
  • Rinascerò pesce, Teresa Antonacci – Romanzo

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